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日志


2008/4/21

Capita sempre di sbagliare

Spesso facciamo delle congetture che non sono vere magari credendo di prevedere le reazioni di qualcuno

La maggior parte delle congetture pero potrebbero essere evitate se solo facessimo delle semplici domande

2008/4/11

CIO' CE NON POSSO CAMBIARE MA CIO' CHE POSSO FARE

 

Donami la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che non posso accettare e la saggezza di nascondere i corpi di coloro che ho dovuto uccidere oggi perché mi hanno rotto le palle ieri.
Aiutami a stare attento ai piedi che pesto oggi, perché potrebbero essere collegati al culo che dovrei baciare domani.
Aiutami sempre a dare il 100% al lavoro: 12% al lunedì, 23% al martedì, 40% al mercoledì, 20% al giovedì e 5% al venerdì.
Aiutami a ricordare (quando ho proprio una brutta giornata e sembra che tutti cerchino di rompermi le palle) che ci vogliono 42 muscoli per aggrottare il viso e solo 4 per stendere il mio dito medio e mandarli a cagare!

2008/4/8

Il mio bandolo della matassa….

 

Succede nella vita quotidiana, ad esempio nei rapporti sociali o affettivi, che costano troppo dolore e nel dolore si consumano per agonizzare appesi ad un filo...

Se non sei un incurabile giocatore d'azzardo, cioè un tipo che risolve i dilemmi col rouge-ou-noir, les-jeux-sont-faits, rien-ne-va-plus, ci pensi bene prima di rompere quel filo.

Forse è un filo robusto, pensi con forzato ottimismo, forse può ricostruire quello che s'è consumato, ti dici con forzata speranza. Ed anche se ti sparano addosso pazienti, anche se sanguini come un San Sebastiano aspetti, anche se la precarietà del rapporto si cristallizza in un'eterna attesa del meglio ti concedi rinvii.

Poi, all'improvviso, qualcosa decide per te. Che cosa? Un episodio che annulla gli avanzi del forzato ottimismo. Un gesto che cancella i residui della forzata speranza. Una parola che ti fa concludere: no, non era un filo robusto, era un filo esilissimo, quasi inesistente. Basta pazientare, basta aspettare, basta sperare. Poi allunghi la mano e ZAC!